Tuxliberty
Software libero, gratis è un altra cosa.
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Sep 15th
Arch, un primo approccio 2 anni fa, poi una litigata con il driver video Intel e il "modesetting" (ero costretto ad usare nomodesetting o mi si spegneva il monitor), a partire della versione 2.10.0 era impossibile farlo, mi ero compilato un kernel, tutto ok. Come non farsi un asinata ogni tanto? Ho "demolito" una partizione, la /usr, colpa mia. Ho dovuto reinstallare. Visto che il tempo stringeva, e Arch ne necessita un po (anche perché sono un "niubbo", non scordiamolo),e sono tornato ad Ubuntu, all'epoca Gutsy (9.04).
Questa settimana (dopo la "scoperta" deludente), ho scaricato la "archlinux-2011.08.19-core-i686", e con mio immenso piacere mi son reso conto che si avviava usando il KMS senza nessuna difficoltà (la 2010-core no). La scoperta di questa manna, essendo di gran lunga superiore alla delusione delle future "Unity based", ha avuto il sopravvento
.
Perché non "Kubuntu"? Perché gli hanno infilato Pulseaudio, semplice.
Perché non Arch + Gnome? Perché c'è pure qui Pulseaudio ![]()
E poi voglio litigare di nuovo un po con Akonadi, caspita ![]()
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Apr 6th
Ci ho litigato un pò, ho fatto un bel quantitativo di prove, ed al finale quello che ha dato il miglior risultato ve lo spiego in questo articolo.
Questo "metodo" viene chiamato scherzosamente "stira e ammira", ma descritto (volutamente?) il più delle volte in maniera errata, o almeno superficiale.
A parte l'acido corrosivo per la realizzazione del circuito (Percloruro Ferrico), non ci sono materiali costosi o pericolosi, semplice carta lucida A4 da 250gr (tipo le copertine delle riviste cartacee), stampante laser (se non ne avete a disposizione, o la vostra non regge carta del genere, i negozi di foto e grafica rendono quel servizio), un ferro da stiro "a secco" (ma basta un forno da cucina, anche se meno "pratico"), un rullo tipo "imbianchino" in spugna piuttosto dura (io uso un rullo "cannibalizzato" su una vecchia stampante) ed un recipiente adatto ad immergere la placca del circuito, dentro ci mettete acqua "del rubinetto" (a temperatura ambiente), il resto è solo pazienza.
Si, vabbè, la piastra in vetronite ramata, quella comune semplice faccia (doppia faccia è fattibile, ma si deve essere molto precisi..).
Non tentate con una stampante a getto di inchiostro, la tinta è solubile e il trasferimento praticamente impossibile. Ottima se si adotta la foto incisione stampando su appositi fogli trasparenti, ma qui non è il caso.
Per dovere di cronaca vi segnalo che esistono fogli di carta predisposti a questo utilizzo, chiamati "Press n Peel", difficili da reperire e relativamente onerosi rispetto alla carta che uso io, il procedimento è simile e (forse) il risultato migliore, o almeno meno complessa da staccare, dipende da voi.
Per i software avete solo l'imbarazzo della scelta, FidoCAD-J e KiCAD sono i meno complessi (ma non per questo "scarsi"..), sino a gEDA, software professionale.
In primo luogo, se non stampate con i vostri mezzi, dovrete avere il circuito in formato digitale, quasi tutti i programmi di CAD elettronici hanno una funzione di esportazione in "gif" o "jpg", male che vada si "stampa" su di una stampante virtuale (in formato pdf), il tutto imperativamente in bianco e nero.
Migliore è la qualità di questa immagine, migliore sarà il risultato, niente "ombre" o contrasto "approssimativo", non ci devono essere assolutamente tonalità di grigio, o "0" oppure "1".
Dovrete pure preoccuparvi di avere l'immagine in perfetta scala 1:1 (attenzione massima a questo particolare, mi è successo che un geek di turno "importasse" la mia immagine A4 su un documento vuoto per poi stamparla, con l'ovvio risultato che ha inserito margini "adattando l'immagine al documento", un bellissimo integrato a 40 zampe non entrava manco a mazzate
), non meno importante, la giusta "vista", vedendo il circuito lato rame la stampa dovrà essere a "specchio", ovvero, la stessa che si vede se si guarda il circuito dal lato componenti. Questo semplicemente è dovuto al fatto che quando lo trasferiremo sul rame tornerà nella giusta orientazione.
Visto che uso carta A4, e il circuito è (normalmente) molto più piccolo, cerco di inserire nell'immagine da fotocopiare una quantità di repliche dello stesso (o altri PCB) in modo da ottimizzarne la spesa, la carta sarà uno "scarto", inutile sprecarla.
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Feb 13th
Premessa: In caso non riuscissimo più ad eseguire il login nella sessione grafica, o questa risulti tanto compromessa da impossibilitarci l'esecuzione di comandi, potrebbe diventare quasi indispensabile la creazione di un nuovo utente e quindi accedere con lui.
Per farlo si passa in un terminale virtuale (tty1, tasti Alt + Ctrl + F1) oppure al login lo si sceglie nel "tipo di sessione", quindi si comincia.
NB: In questo esempio il nome dell'utente che creo è user, dovrete chiaramente sostituirlo con quello da voi scelto, diverso da quello attuale e comunque non esistente sul sistema, la sua password potete anche usare quella attuale, non genera problemi.
Si comincia:
Creiamo la sua home:
sudo mkdir /home/utente
creiamo il suo gruppo:
sudo groupadd utente
ora creiamo l'utente, attribuiamogli il suo gruppo, la sua home e autorizziamolo al login:
sudo useradd utente -c "utente" -d /home/utente -m -s /bin/true
impostiamo la sua password:
sudo passwd utente
assicuriamoci che i permessi nella sua cartella siano giusti:
sudo chown -R utente:utente /home/utente
sudo chmod -R 755 /home/utente
Jan 5th
Non me ne son reso conto subito, non seguivo, cado su una frase (la discussione era già terminata..) e mi incuriosisce, prendo il log e lo spulcio, quindi comincio a rotolare...
Nei dettagli:
- utonto_di_turno - ragazzi devo installare una chiavetta huawei
- utonto_di_turno - su ubuntu
- utonto_di_turno - 10
- utonto_di_turno - per le chiavettte internet?
- utonto_di_turno - cm faccio?
- utonto_di_turno - ?
-santo_di_turno - !usb | huaweiii
- utonto_di_turno - è una huawei e1515
-santo_di_turno - huaweiii: spiegati meglio
- utonto_di_turno - nn va
- utonto_di_turno - nn me la installa
-santo_di_turno - se non monti la pennetta è normale
- utonto_di_turno - cioè? (NDR: <- piccolo lampo di genio?)
- utonto_di_turno - ubunto 9.0 le autoinstallava (NDR: <- speranza vana..
)
- utonto_di_turno - il 10.04 no
-santo_di_turno - huaweiii: vai su : Sistema...Amministrazione...gestore dischi
-santo_di_turno - e montala
-santo_di_turno - certo
-santo_di_turno - più o meno è la stessa procedura
-santo_di_turno - siamo sempre la
* huaweiii_ (5d3e08f5@gateway/web/freenode/ip.93.62.8.245) è entrato in #ubuntu-it
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Nov 1st
Premessa:
Firefox 4, alla data di oggi, e in fase "Beta 6", personalmente lo sto usando da un pò di giorni su Ubuntu Lucid Lynx 10.04 32 Bit, risulta molto stabile e funziona senza nessun inconveniente, bisogna però precisare che:
Fatte le dovute puntualizzazioni, andiamo al sodo.
Metodo:
Dato per scontato che lo volevo usare in maniera del tutto identica a quella dei repositori ufficiali, per evitare che un aggiornamento di questi (che è e deve restare installato) mi mandasse a monte la cosa, è necessario in primo luogo bloccare la versione installata, per farlo c'è un metodo semplicissimo, aprite il terminale e date questo comando:
dpkg --get-selections > selections.txt
ora, nella nostra home, troviamo un file con la lista di tutti i pacchetti installati, apriamolo ed andiamo a cercare queste voci:
firefox install
firefox-branding install
firefox-gnome-support install
se dovete/volete bloccare anche l'aggiornamento del plugin flash cercate anche queste, altrimenti lasciatele invariate:
flshplugin-installer install
flashplugin-nonfree install
e sostituite "install" con "hold", cioè appariranno cosi:
Oct 29th
Premessa
Wubi è un sistema di installazione un pò particolare, in pratica viene installato Ubuntu senza necessità di dover partizionare il disco, più o meno come si installerebbe un programma qualsiasi su Windows. In certi casi (vedi computer aziendali dove viene vietato il partizionamento del disco) è una soluzione tutto sommato più che valida.
Per il suo funzionamento verrà creato un file su cui si "emula" il filesystem virtuale, le dimensioni di questi saranno pari allo spazio che avremo deciso di assegnargli. In oltre verrà installato il Grub ma, a differenza dell'installazione classica, non verrà modificata l'MBR del disco, l'avvio sarà sempre gestito da Windows, questi verrà modificato in maniera da presentare un menu di scelta sul sistema da avviare (Windows o Ubuntu), se si sceglie Ubuntu verrà presentata la schermata del grub con i vari kernel e la possibilità di scelta, di li in poi si è su Ubuntu (quasi) a tutti gli effetti.
In pratica, una volta che si avvia il sistema con Ubuntu, questi avrà accesso a tutte le risorse in modo nativo, non è assolutamente una virtualizzazione, il grub carica l'immagine del filesystem e si avvia su di lui senza la necessità di un Windows funzionante (o in funzionamento), necessita esclusivamente la sequenza di boot Windows ed il filesystem (del disco dove è contenuto) ed il file immagine integri (anche se non sembra, è parecchia roba..).
Ha dei limiti, ed anche parecchie incognite, una (che reputo la più pericolosa) è quella del mancato avvio causa errore nel grub, qui la procedura di ripristino da LiveCD è impossibile, non ci sono "partizioni", c'è un "immagine disco" su filesystem ntfs dentro la sua bella cartella.
Prologo: Tempo fa un utente ha avuto la sfortuna di cascarci, ma purtroppo (e come di abitudine), dando per scontato il "potere telepatico" di chi prova ad aiutarli, apre una discussione sul forum ufficiale Ubuntu italiano dal titolo "Istallazione ubuntu 9.10 interrotta", tira e molla alla QUARTA! pagina (e quasi sulla fine..) "confessa" di aver usato il famigerato Wubi
.
Rileggendo un pò il tutto mi son reso conto che il file di configurazione del grub aveva una sintassi particolare, dopo un pò di ricerche son riuscito a capire come gestisce la cosa, in pratica monta il file come fosse una comune immagine CD/DVD, ovvio che se lo fa grub lo si può fare anche a manina, ci siamo riusciti, e non era manco troppo complicato
.
Oct 22nd
Presa per i fondelli?
Sembra proprio di si, la Microsoft® tira fuori l'ennesimo aggiornamento del plugin proprietario, Silverlight® 3, e sin li non è che ci sono problemi, anzi.
I problemi cominciano quando un utilizzatore GNU Linux deve visionare un canale televisivo che lo adotta, vedi il caso della Rai®, esiste una versione per il pinguino (che, quando funziona, funziona male e richiede di installare una marea di dipendenze Mono®) ed è Moonlight®, rilasciato sotto licenza LGPL. Alcuni sviluppatori erano pure riusciti a bypassare questo sistema permettendo l'usufrutto degli stream direttamente su di un player (VLC o altro), quindi evitando il browser si evitava il plugin, modifiche continue al plugin bloccavano (temporaneamente) questa possibilità, non è comunque un boicottaggio da parte loro, sia chiaro....
Ora, con le ultime modifiche, sul player esterno non sembra più possibile visionare questi canali, "per fortuna" abbiamo comunque il nostro bel plugin Moonlight® 3 (loro stessi lo definiscono "alpha quality", cioè se non funziona è normale...), ma vabbè, ci siamo abituati, no?
Ed ecco la ciliegina.
Se andate sul sito del plugin troverete il video Big Buck Bunny utilizzato come "demo", e questo video è stato rilasciato sotto licenza Creative Commons 3.0.
A parte il fatto che la Microsoft® ha sicuramente a disposizione filmati di sua proprietà e quindi già la cosa è dubbia, ma dove cacchio è indicato in quella pagina (o in quella che si apre se tenti di visionarlo) che il filmato in questione non è loro? La licenza lo richiede esplicitamente.
Complimenti!
Non solo alla Rai® che direttamente impone un formato proprietario, ed altrettanto direttamente impone l'uso di un certo sistema operativo proprietario ed a pagamento per usufruirne in rete. Per caso chi utilizza GNU Linux ha uno sconto sul canone? Dovrebbe, una parte dei loro (dis)servizi non è usufruibile, e sono canali pubblici.
La Microsoft®, sinceramente, mi ha stupito. Non sapevo avesse tanto humor
Licenza CC
Oct 8th
Premessa: So già che il titolo non è molto chiaro, ossia, perchè dovrei evitare l'uso del manager di rete, poco importa quale sia in uso?
C'è almeno un motivo, nell'articolo precedente abbiamo visto come impostare la rete in modo che le macchine virtuali (su VirtualBox) siano disponibili anche alla rete su cui è connesso l'host, abbiamo pure visto che per riuscirci dovevamo "zittire" (in maniera + o - drastica) il Network Manager, dato che, anche se disattivato / non configurato, il demone si avvia in ogni caso. In oltre, nel caso specifico, se avessimo pure un interfaccia Wireless verrebbe disattivata. Magari, come nel mio caso, la "macchina da esperimenti" è un portatile e non sarebbe proprio il massimo come soluzione "definitiva".
Questo processo, probabilmente, lo si riesce ad eseguire senza un riavvio del sistema, il "probabilmente" lascia certe incertezze e quindi si riavvia
.
Come funziona: Vediamo i due casi:
Network Manager / Wicd: In questa condizione d'uso i file "/etc/network/interfaces" e "/etc/resolv.conf" avranno una rilevanza secondaria, il primo conterrà solo l'interfaccia "lo" indispensabile al sistema ed il secondo sarà aggiornato dal manager in uso, ma l'user (forse) manco sa che ci siano, si gestisce il tutto da interfaccia grafica.
In questa condizione un "demone" viene caricato all'avvio ("runlevels" 2-3-4-5) e "scaricato" allo spegnimento ("runlevels" 6), questo processo è indispensabile, che io sappia.
Nessun gestore, avvio da script: Qui nessun programma, giusto lo script "/etc/network/interfaces" che attiva la nostra scheda di rete all'avvio del sistema e la disattiva allo spegnimento, nell'articolo precedente ho scelto di usare la scheda Wired, farò prove con la Wifi e se avranno successo modificherò / aggiornerò l'articolo. Ma, come già detto, non dobbiamo avere il demone del gestore automatico di rete caricato, se fosse il caso non funziona una "cippa".
Soluzione adottata: Due script e due backup, gli script ci serviranno per creare due "lanciatori" azionabili con "un click", i due backup saranno le due configurazioni a noi necessarie, prendendo come riferimento l'articolo precedente, creiamo il backup per il modo "gestione grafica":
Oct 3rd
Premessa: Di default VirtualBox imposta una NAT per le connessioni di rete, non genera inconvenienti in casi di uso comune, si riesce a condividere una (o più) cartella con il sistema host e la connessione Internet funziona perfettamente.
In altri diventa però un intralcio notevole, su un computer odierno si possono creare anche più di un server e/o client virtuali, avere IP fissi e sulla stessa classe della rete dell'host permette di integrare le macchine virtuali alla rete interna, rendendo eventuali simulazioni molto più realistiche.
Come funziona:
Configurazione di prova: PC host Ubuntu Lucid 10.04, una macchina virtuale XP Pro Sp3 ed una seconda macchina virtuale con installato un server Lamp Ubuntu Server 8.04, ma con kernel "generic" a causa di un bug (1 - 2) se installato su VirtualBox.
La guida per installare/configurare il server la trovate su Ubuntugeek.com.
L'articolo di riferimento alla configurazione di rete si trova sul sito Matteomoro.net, l'host è connesso alla rete via cavo Ethernet.
Questo sistema crea uno switch "interno" all'host dove andremo a "collegare" tutte le schede di rete virtuali, ogni scheda avrà un suo indirizzo fisico (da impostare sui client virtualizzati), l'unica limitazione sarà, chiaramente, la velocità di trasferimento dati verso il "mondo reale", dovranno condividere la capacità della scheda sull'host.
Importante: Questo "modus operandi" non è compatibile con il Network Manager o altre interfacce grafiche (Wicd, ad es.) comunemente in uso, quindi bisognerà rimuoverlo completamente e configurare la rete manualmente, non basta lasciarlo non configurato, il suo demone si avvia lo stesso.
Oppure, se non lo si vuol rimuovere, disattivare l'avvio automatico del demone (su Ubuntu lo si può fare con il programma "sysv-rc-conf", ma occhio a cosa modificate in quella zona), a voi la scelta.
Preparazione dell'host: Come detto in precedenza dobbiamo rimuovere il Network Manager, ma prima di farlo installiamo cosa serve:
sudo apt-get install bridge-utils uml-utilities resolvconf
una volta installati due vie, la prima è la rimozione completa di Network Manager (o cosa avete in uso):
sudo apt-get purge network-manager*
se invece optate per disattivarlo, su Ubuntu, installate il programma "sysv-rc-conf":
sudo apt-get install sysv-rc-conf